Aste giudiziarie: quando il debitore deve liberare la casa

Ci sono poi altre novità di rilievo, che vale la pena di sottolineare.

La riforma rende obbligatoria la vendita dei beni immobili con modalità telematiche (salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura), questo rende il procedimento più trasparente e sicuro per entrambe le parti;
al quarto tentativo il debitore deve liberare la casa per rendere il bene più appetibile ed evitare che la condizione di permanenza nell’immobile scoraggi l’acquisto. Questa condizione tuttavia non vale nel caso di prima casa;
La riforma prevede che vengano resi impignorabili i beni mobili del debitore di uso quotidiano, privi di apprezzabile valore di mercato;
I beni indivisi in comunione possono essere espropriati mediantepignoramento dell’intero e restituzione al coniuge non debitore della metà del controvalore del bene, al lordo delle spese di liquidazione;
Se all’esito del quarto tentativo non vengono presentate offerte di acquisto, il giudice dichiara la chiusura anticipata del pignoramento, l’immobile viene restituito al debitore e l’esecuzione forzata termina anche se il bene è rimasto invenduto. Ilcreditore dovrà trovare beni differenti da sottoporre a pignoramento;
Stante quanto sopra, se il creditore pignorasse lo stesso immobile appena liberato dal giudice, si configurerebbe probabilmente un abuso del diritto.